Stavolta i migranti non sono morti nel Mediterraneo, ma di freddo, per ipotermia, nel gelo della foresta al confine con la Bielorussia, oppure di stenti o anche per le malattie sopraggiunte. I loro corpi sono stati ritrovati dopo mesi da volontari anche in avanzato stato di decomposizione o a brandelli perchè sbranati da orsi e lupi. E sempre nel silenzio generale. E’ drammatico il primo rapporto documentato sui decessi di cittarini siriani, pachistani, iracheni, iraniani al confine tra la Bielorussia e l’Europa (Polonia, Lettonia, Lituania), in un’area…



